1 febbraio 2007

Incidente che poteva avere gravi conseguenze (II parte)

AL CELLULARE


ore 10:46

cade la linea



ore 10:47

Alessandra: Marco, Bart ha rubato un pezzo di osso a Uma e lo ha ingoiato.
Marco: Grande quanto?
Alessandra: Sara' stato lungo una spanna. Quando ho visto che lo aveva preso sono corsa ma lui deve aver pensato che glielo avrei tolto e lo ha buttato giu'.
Marco: Chiamo Vicenza
.

ore 10:50

Alessandra: Ciao, hai chiamato?
Marco: Vengo a casa.



IN ATTESA DI MARCO

Chiudo la chiamata del cellulare con Marco.
E' importante mantenere la calma. Non tocco Bart, lo lascio girare per il giardino e sto attenta se vomita.
Cerco lo sguardo di Uma: è a cuccia e mi guarda attentamente e dritto negli occhi: ora, sì che capisco di essere particolarmente agitata.
Non posso fare nulla.


SULLA STRADA PER VICENZA

2 tamponamenti, traffico rallentato. Bart si agita perche' detesta stare chiuso nel trasportino.


ARRIVO ALL'AMBULATORIO

ore 11:50

Bart è in braccio a Marco che guarda le scale in attesa di Nicola. Il cucciolo agita la coda perche' ha visto un Beagle, Uma punta un gatto nel trasportino.
Una signora è seduta e piange.
Piu' in la', in un ambulatorio un cane è sotto anestesia.

Mi sembra tutto assurdo
.


Nicola non c'è.
C'è Lilia (chirurgo), Monica (anestesista) e 3 veterinari che vanno da una stanza all'altra.
Spieghiamo l'accaduto e vedo scomparire Bart e Marco: vanno a fare la lastra.
Se li raggiungo con Uma, Bart potrebbe agitarsi....resto in sala d'attesa.
Marco indossa la protezione piombata e aiuta a fare la lastra.
A una prima osservazione della lastra, viene schernita la veterinaria che l'ha fatta e le dicono che sicuramente ha fatto una radiografia mossa o ha usato una pellicola gia' impressionata: sembravano due lastre differenti sovrapposte.
La seconda lastra, invece, conferma la prima: quei due prolungamenti verticali lunghi dalla vertebra alla pancia e disposti a x, sono proprio due ossa!!

Intanto al piano di sotto, la signora che piangeva continua a piangere; mi fa vedere il cane che tiene sulle ginocchia..mi dice che il suo cane trema e mi chiede se è normale che abbia la lingua fuori.
La rassicuro, dicendole che sono sintomi tipici del post anestesia ..poi un bassotto inizia a guaire e abbaiare: guardo Uma.
E' composta, attenta a tutto quello che la circonda e mi da le spalle. Non saprei dire se questa "cosa" l'ho pensata o mi è uscita direttamente dal cuore: "come sono belli i boxer".
Uma si gira, mi guarda per un secondo e scalcia con la zampa posteriore.
Marco scende e mi chiama (ma che ore sono?); salgo le scale con Uma e arriviamo all'ambulatorio. Lilia, Monica e due ragazzi sono li'.

Bart è da operare ed è seduto sul lettino piu' vispo che mai.
Un giovane veterinario fa per accarezzarlo e Bart ringhia. Il ragazzo lo sgrida e...perdo il controllo:
"Se lei ha un atteggiamento di forza con Bart provochera' in lui una reazione ancora piu' violenta. Quando fa cosi' deve essere dolce e vedra' che smette".
Marco mi guarda e approva.

Senza intervento Bart, rischia una gastrite senza fine e terapie prolungate nel tempo per far assorbire le ossa che ha nello stomaco. Senza operazione non c'è alcuna certezza di risoluzione clinica.
Ci stringiamo al nostro Bart. E un pensiero va a Mariangela. Non l'avevamo avvisata subito per non preoccuparla ma adesso si deve fare.
Marco la chiama e torna su.
Aiuto a fare l'anestesia e mentre Uma annusa un filo che pende da un lettino, vediamo che il nostro piccolo-grande boxer perde quell'ardore nello sguardo che lo contraddistingue: si sta addormentando.
Lilia ci dice di ripassare tra un'oretta e se vogliamo andare a mangiare qualcosa facciamo in tempo.
Mangiare...non ci passa nemmeno per la testa di lasciare Bart da solo.
Fino a quando il piccolo non si è addormentato, restiamo li'.
Con Uma, mentre era appena iniziato l'intevento, abbiamo fatto il giro dell'isolato e passati davanti a un negozietto a lato della strada, abbiamo preso due cioccolate e una coca, poi di corsa siamo tornati all'ambulatorio.

Il lancio della pallina è lento e corto: nel cortile dell'ambulatorio Uma gioca.


In 40 minuti circa l'intervento era pressoche' terminato (dovevano solo chiudere): raggiungiamo Bart.
Il cucciolo ora deve essere girato sull'altro fianco: Bart morde l'assistente (bello lui :-) ).
Restiamo li' tutti e quattro. Marco, Bart Uma e io. Uma si arrampica sul lettino e annusa Bart..
Nella stanza accanto il bassotto "urla", socchiudiamo la porta perche' il cucciolo non si agiti troppo, poi entra Lilia con la lampada a infrarossi per scaldare Bart che tremava.
Le mucose del musino di Bart stanno ritornando rosa; di li' a poco Marco si avvia col cucciolo in una stanza.

Da dietro vedo Bart per terra su una coperta e sento che Marco dice all'assistente: "Quello a cosa serve??"
Mi sporgo e vedo che la ragazza stava mettendo il collare e guinzaglio a Bart. Poi sento che Marco dice: "No. Non c'è bisogno di legarlo. Stiamo qui con lui".
E cosi' è stato, siamo rimasti accanto al cucciolo fino a quando Bartali è sceso con le sue gambe al piano di sotto. Ogni tanto si portava fuori, a turno, Uma.

Il ritorno a casa, nel pomeriggio, è stato tranquillo.
Bart una volta varcata la soglia domestica, muoveva la coda come la pala di un mulino a vento.
Voleva giocare ma Marco lo ha preso e lo ha steso delicatamente a cuccia.
Mentre il piccolo si è addormentato, si era gia' al telefono con Mariangela.

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